Proprietà intellettuale riservata di Edoardo Bruni
Vietato riprodurre parzialmente o totalmente senza citare la fonte o senza chiedere autorizzazione

Sei stufo della musica contemporanea inascoltabile?

Sei stufo della musica contemporanea insulsa?

Sostieni anche tu la necessità di un nuovo corso nella musica colta contemporanea sottoscrivendo il manifesto dell’estetica della catarsi!

 

La musica colta nel XX secolo è stata monopolizzata in maniera quasi esclusiva da due (meta-)estetiche predominanti, contrapposte diametralmente l’una all’altra, ma entrambe accomunabili in un’unica generica “estetica nichilista”.

La prima estetica nichilista è l’estetica del malessere. Dal dopoguerra ai giorni nostri, tante diverse facce e tante diverse tecniche (dodecafonia, serialismo, alea, rumorismo, spettralismo, decostruzionismo…) per un solo meta-concetto estetico comune: il dogma per cui la musica “non deve funzionare o suonare bene”. L’origine di questa concezione estetica ha le sue radici filosofiche e sociologiche nelle teorie di Adorno, secondo cui la musica deve svolgere una funzione di critica distruttiva nei confronti della società. Ciò ha prodotto, in teoria ed in pratica, una sempre crescente alienazione dell’arte dalla società: da un lato il pubblico ed anche gli stessi esecutori si sono allontanati dalla musica contemporanea “allineata”, in quanto troppo sgradevole e difficile all’ascolto; dall’altro il mondo della musica contemporanea (conservatori, concorsi, festival) è stato poco a poco monopolizzato dai compositori “allineati” che decidono autarchicamente e autoreferenzialmente quale debba essere la corrente compositiva valida, agendo in maniera sistematica contro le musiche “non allineate” che non seguono i loro dogmi. Quella che una volta era fertile e rivoluzionaria avanguardia è adesso diventata accademismo retrogrado e conservatore. Si può quindi ormai definire tutto ciò come VECCHIA SCUOLA dell’estetica del malessere. Essa è un’estetica nichilista per i seguenti motivi: pone l’arte e la musica in una posizione sterilmente ipercritica e decostruzionista, porta alla creazione di opere sgradevoli e difficilmente comprensibili, si autocommisera in un cieco pessimismo.

Il manifesto dell’estetica della catarsi sostiene che la vecchia scuola dell’estetica del malessere, ovvero la musica contemporanea ufficiale, allineata, accademica, è ormai culturalmente e musicalmente sterile, inattuale, non più innovativa. Il manifesto inoltre contesta la sua presunzione di essere la realtà musicale culturalmente più valida e denuncia l’azione sistematica da essa operata contro le musiche “non allineate”.

La seconda estetica nichilista è l’estetica dell’ingenuità. Anche qui diverse facce e diverse tecniche (neo-tonalità, neo-romanticismo, nuova semplicità, minimalismo…), per un solo meta-concetto, dovuto non ad un qualche intellettuale, ma piuttosto al mero mercato delle grandi masse: la musica deve essere comprensibile da tutti e adatta al grande pubblico, quindi facile, consonante, ottimistica, spesso banalmente accattivante. A parte l’ormai non più nuova scuola minimalista, per questa musica è difficile individuare una qualche “scuola”, dal momento che si tratta di musica che non ha veramente prodotto nuove idee tecniche ed estetiche, e che ha fatto della citazione, della reminescenza e del cross-over i suoi tratti distintivi. Si può quindi parlare di NON SCUOLA dell’estetica dell’ingenuità. Essa è un’estetica nichilista per i seguenti motivi: pone l’arte e la musica in una posizione sterilmente acritica, porta alla creazione di opere banali e superficiali, si autocompiace in un vano ottimismo.

Il manifesto dell’estetica della catarsi sostiene che la non-scuola dell’estetica dell’ingenuità è culturalmente e musicalmente sterile, inattuale, non innovativa.

Si è giunti in una situazione dialettica di tipo hegeliano: l’estetica del malessere e l’estetica dell’ingenuità sono una tesi ed un’antitesi che ormai non hanno più forza ciascuna in sé. Come Kant asseriva per la filosofia che “le intuizioni senza concetti sono cieche, i concetti senza intuizioni sono vuoti”, così si può affermare per la musica che “emozioni e ottimismo senza struttura e pensiero critico sono ciechi, struttura e pensiero critico senza emozioni e ottimismo sono vuoti”. È il momento di superare questa impasse con una nuova sintesi, l’estetica della catarsi, che valorizzi gli aspetti positivi delle due estetiche nichiliste, accogliendo dall’estetica dell’ingenuità il lato più emotivo ed ottimistico, dall’estetica del malessere il lato più razionale e critico. Il termine “estetica della catarsi” (suggerito dal compositore tedesco Martin Münch) vuole ricondursi all’idea classica aristotelica della funzione catartica della musica rispetto alle emozioni: “catarsi” significa “liberazione” o “purificazione”, e la musica permette a chi ne fruisce di vivere delle emozioni, e conseguentemente di liberarsi/purificarsi da esse, di liberarsi/purificarsi attraverso esse, ed infine anche di liberare/purificare le emozioni stesse; il termine “estetica della catarsi” sottolinea inoltre l’idea di liberazione e purificazione dalle due estetiche nichiliste.

Il manifesto dell’estetica della catarsi propone di attuare una nuova sintesi tra le due estetiche nichiliste che le superi rivalutando gli aspetti positivi di entrambe: relativamente alla musica, si fonda qui la NUOVA SCUOLA dell’estetica della catarsi, che si impegnerà a creare opere d’arte che coniughino complessità e comprensibilità, ottimismo e critica, individuando tecniche compositive adatte a questo scopo.

Edoardo Bruni

SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO DELL’ESTETICA DELLA CATARSI !