2007.11.29 Partitura che non teme di presentarsi con un forte impatto emotivo

Articolo di Andrea Bambace (Alto Adige – 18 dicembre 2007)

Un raffinato cd del quartetto cameristico bolzanino – Com’è cresciuto il «Ludus»

BOLZANO. Presentato due settimane fa nel corso di un concerto tenutosi nella Sala Filarmonica di Trento, il Cd che vede protagonisti i componenti del Quartetto Ludus e la pianista trentina Monique Ciola, è stato registrato lo scorso settembre a Nogaredo, presso la “LoL Productions” di Marco Olivotto e Chiara Grillo e presenta i connotati della realizzazione di un progetto ambizioso, quanto illuminante della preparazione artistica e della maturazione dei suoi interpreti, anche per l’ottima qualità di ripresa sonora. Se la prima parte del Cd riporta la registrazione di uno dei più alti e impegnativi capolavori della letteratura cameristica romantica, il Quintetto in mi bem.magg. op. 44 di Robert Schumann, affrontato con sicurezza e abbondantemente centrato nelle sue componenti tecniche e artistiche, tanto da potere costituire un eccellente biglietto da visita delle potenzialità concertistiche della formazione regionale, la seconda parte del disco è mirato ad illustrare, con la presenza in prima registrazione assoluta del Quintetto per archi e pianoforte “Tobruk’42”, ultimato nella scorsa estate dall’Autore, il trentaduenne compositore trentino Edoardo Bruni, un periodo particolare della memoria e della storia italiana del ventesimo secolo, legato alle illusioni e alle tragedie di moltissime famiglie italiane e indirizzato dall’Autore quale affettuoso omaggio alla memoria del nonno, Cirillo Merlo che di quelle esaltanti e devastanti campagne militari africane fu tra i protagonisti. I sei movimenti della corposa nuova composizione raccontano già nei titoli – “1930. Il sogno africano”, “Il deserto”, “La pazzia del capo”, “L’araba imprigionata”, “1942. Da Tobruk verso El Alamein” e “Ci furono anche in Libia gli eroi” – le intenzioni e l’itinerario narrativo ideato da Bruni. Il giovane compositore, animato da una visione estetica basata soprattutto sul rifiuto di quella che può definirsi “estetica del malessere” che, a sua detta, per altro in gran parte condivisibile, comprende settori ideologici quali dodecafonia, serialismo, spettralismo, nuova complessità, correnti musicali che hanno imperversato per oltre un secolo, avendo come per altro debole contraltare movimenti quali il neoromanticismo e il minimalismo, colpisce con questo importante lavoro cameristico l’obiettivo di annettere al nuovo repertorio per quintetto una partitura che non teme di presentarsi con un forte impatto emotivo, e, con l’ausilio di sapidissime evocazioni, alternate a momenti di genuina ispirazione, con abbaglianti contrasti drammaturgici che il “Ludus” e la pianista Ciola rendono vibranti in forza del loro slancio e di un temperamento che nulla risparmia. Il violinista Ivo Crepaldi e il violista Alex Monteverde fondatori “storici” della formazione quartettistica regionale sono entrambi bolzanini. Il primo sì è formato al Conservatorio ”Monteverdi” nella classe di Franco Turra e di Christian Anzinger, ma si è diplomato a quello di Trento sotto la guida di Alberto Martini, lo stesso docente che ha diplomato otto anni fa anche Monteverde. Contemporaneamente alla frequenza di numerosi corsi di perfezionamento sotto la guida di illustri violinisti hanno creato nel 2001 il Quartetto “Ludus” nel quale ora suonano accanto al violinista Constantin Beschieru (primo violino) e alla violoncellista Marija Drjncic. Con la collaborazione della pianista trentina Monique Ciola, diplomatasi al Conservatorio di Trento, dopo aver seguito i corsi di Antonella Costa e di Giancarlo Guarino per la musica da camera, l’ensemble ha realizzato il un prezioso Cd (IDE QL07) grazie alla sponsorizzazione della Provincia Autonoma di Trento, della Banca di Trento e Bolzano e dell’Associazione Sonora Mente.

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