2010.09.01 L’espressione, l’energia e la precisione tecnica di Bruni si fondono con naturalezza in una cosa sola

Tratto da Heilbronner Stimme del 01.09.2010

Giochi di vento che si risolvono in armonie
Il trentino Edoardo Bruni brilla al Concertino

Weinsberg
Non sempre si riesce a realizzare una simbiosi fra le proprie opere e quelle di un altro maestro. Non è così però per il pianista italiano Edoardo Bruni che si è esibito nell’ambito della stagione “Concertino” del Neckar-Musik Festival, presso il salone in stile liberty della clinica universitaria al Weissenhof completamente esaurito. Le composizioni del virtuoso trentino si abbinano perfettamente ai registri lirici-poetici di Chopin. Al variare degli intervalli nelle “Melodie modali” di Bruni sembra di riconoscere fin da subito l’inconfondibile linguaggio di Bach. In un calmo fluire il pianista accelera la melodia lasciando che le sue mani inseguano i tasti, evoca stili che ricordano a volte il rinascimento, altre volte la musica popolare oppure il jazz dal vivo e crea giochi di vento che si risolvono in armonie.

Caldi suoni
Il preludio modale di Bruni, eseguito qui per la prima volta, con i suoi accenni impressionisti realizzati da un delicato accompagnamento della mano sinistra, si presenta meravigliosamente avvolto nei caldi suoni del pianoforte a coda Bösendorfer appena restaurato. Una profondità sempre più crescente annuncia qualcosa di drammatico. Qui Bruni introduce limpidi cristalli mentre la sua mano sinistra si intreccia con l’altra. La Sonata di Bruni del 2002, nonostante la sua complessità, ha una struttura che ricorda un rintocco di campane che come per magia diventa parte delle melodie. I suoni frammentati, quasi fossero inseriti casualmente, i vigorosi accordi, che il pianoforte e la passione del pianista sembrano voler ovattare, e i tintinnii scherzosi di perle danno vita a dei cluster.

Ricchezza di varianti
La stessa ricchezza di contrasti presente nell’opera la si ritrova anche nell’interpretazione piena di varianti di Bruni, docente del Conservatorio di Trento e vincitore di numerosi premi. L’espressione, l’energia e la precisione tecnica di Bruni si fondono con naturalezza in una cosa sola. In questo modo Bruni esegue Chopin: la polonaise arde di una forza sublime, impreziosita da elementi danzanti violentemente irruenti. Gli scherzi affascinano per la loro velocità, la linea narrativa e i giochi musicali. E la fantasia-improvviso è un mare ondeggiante di suoni da cui emerge il motivo come fosse un mondo sommerso. Standing ovation e meritati applausi.

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