2016.01.09 Edoardo Bruni si esibisce ad Heielberg con i suoi Preludi: UN PIANSITA DI TALENTO

Tratto da Mannheimer Morgen, 09.01.2016

Edoardo Bruni è un uomo ambizioso. Vuole infatti raccontare come è nato il Preludio, un genere che ha trovato un piccolo spazio all´interno della settimana pianistica presso l´Istituto culturale tedesco-americano di Heidelberg. Per fare questo, Bruni articola un programma con collegamenti trasversali e longitudinali emblematici, scegliendo autori come Bach, Chopin, Rachmaninov, Scriabin e Debussy. E infine anche se stesso. Sono così tante le melodie che, inizialmente, il tutto assomiglia ad un vorticoso turbinio, soprattutto ascoltando Bach e i suoi primi sei Preludi tratti da il Clavicembalo ben Temperato, con il famoso brano in do maggiore che sembra volersi svolgere come un filo da un rocchetto.
Armoniose dissonanze
Bruni, proprio per il suo essere anche compositore e filosofo, riesce però a imbrigliare la musica e a non desistere, come dimostrano i brani di Chopin da lui scelti: nei passaggi in cui l’armonia si fa delicata, compensando le dissonanze (come nel Preludio dell´op. 28 n. 2 in la bemolle), Bruni vi si sofferma più a lungo, mentre per la Cattedrale sommersa di Debussy (Preludio tratto dal primo libro) preferisce un campo sonoro molto ampio, caratterizzato da un uso insistente del pedale. Di Scriabin, invece, Bruni vuole sottolineare quell’atteggiamento fermo e rigido che nelle opere più mature dell’artista si trasformerà in un’armonia funzionale estremamente personale che procede per quarte. Durante i suoi ultimi anni, infatti, Scriabin fece riferimento solamente alla propria musica, allontanandosi da qualsiasi influenza da parte dei suoi colleghi compositori.
Edoardo Bruni non si spingerebbe mai a tanto e per i Preludi modali, da lui stesso composti, si lascia quindi ispirare da Scriabin, volendo ristabilire almeno in parte il sistema tonale e creare attraverso delle scale modali una “nuova gerarchia”, che naturalmente non risulta essere così evidente come quella di Rachmaninov. Nel Preludio in do diesis minore tratto dall´op. 3, che è stato biglietto da visita di questo compositore, ogni rintocco viene scandito da Bruni in modo inesorabile. Anche la Fantasia-Improvviso di Chopin, primo fuori programma, dimostra il talento di questo pianista italiano.

 

(Traduzione: Francesca Leoni)